TracceXX.

Tenendo fede alla propria tradizione di party, Wallace Records festeggia i venti anni nella propria città, Milano, e in un luogo simbolico per Milano e per la cultura underground tutta: il CSOA COX18. Il 3 maggio sopra e sotto il palco del centro sociale si alterneranno alcune delle band che hanno fatto la storia dell’etichetta e che difficilmente capiterà di vedere dal vivo ancora o presto: Tasaday, R.U.N.I., X-Mary, Anatrofobia, Makhno e Xabier Iriondo. Sarà anche l’occasione per presentare “TracceXX”, oltre a vari eventi di contorno che prenderanno forma da qui al 3 maggio. Ma soprattutto, sarà l’occasione per fare festa.

Il 3 maggio sopra e sotto il palco.

Sopra o sotto il palco, ci sarò anch’io, a suonare Madrigali Magri fuori tempo massimo nell’unico modo che conosco: quello autentico. Non farò finta di essere il me stesso del 1998, sarò quel che sarò il 3 maggio del 2019 alle ore 23:30 circa, e suonerò di conseguenza. Questo è sempre stato il mio modo e così farò.

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Parentesi scabrosa (V.M.24).

Quanto mi sembravano patetici e sacrificabili, a fine anni Ottanta, quei gruppi di vecchiardi di solo un decennio prima (piccoli nomi: The Who, Led Zeppelin..). Avevo meno di vent’anni e dieci anni prima mi sembrava la preistoria. Bene, come dovrei vedermi ora, con gli occhi del me ventenne, a risuonare canzoni vecchie di vent’anni (e meno significanti di una goccia nel mare, rispetto ai nomi che snobbavo allora). Bella domanda.

XX-ANNI, -ENNI, -ENNIO.

Vent’anni da “Tracce”, la prima compilazione della Wallace Records di Mirko Spino, targata 1999. I Madrigali Magri se la persero per un soffio, semplicemente perché ci conoscemmo proprio in quell’anno, lo stesso anno di uscita del nostro primo album “Lische”, registrato un’estate prima, quindi entrambi a cose fatte. Ricordo lo scambio di CD tra me e Mirko (lui mi diede “Tracce” e io gli allungai  “Lische”: ci sembravano già due cose in sintonia). Ricordo il senso di affetto immediato che fu in grado di suscitarmi questo ragazzino ventenne (ai miei occhi di trentenne), con un nome da fumetto, che sembrava un fumetto; uno sbarbino fantastico. Un drago in tutto, tranne che a suonare. Eravamo fuori dal Tunnel (nel senso, il locale che si chiamava così, nei pressi della stazione centrale, a Milano) per un concerto dei Low o dei June Of ’44.

A scatola chiusa.

Dopo aver ascoltato “Lische” mi disse ok, il prossimo album ve lo faccio io. E lo fece davvero: ma tipo che non volle manco ascoltarlo, arrivò a Valdapozzo (Alessandria) dove stavamo registrando “Negarville” (marzo 2000) e prese tutto il pacchetto a scatola chiusa con un entusiasmo che mi parve marziano. Più lo conosco più mi convinco che sia di un altro mondo. Un mondo dove la parola data vale e basta. Dove uno arriva, ti dice ok si fa, e poi si fa davvero e lo si fa con il massimo impegno. Anche allora giravano meno che briciole (oggi meno ancora), ma professionalità, serietà (quella bella) e impegno erano quelli di un business a sette cifre. Lezione importante, valida sempre.

Primati.

Anno 2000, “Negarville” dei Madrigali Magri esce su Wallace Records. Questo fatto targato Mirko Spino (spesso impropriamente ed enfaticamente definito ‘etichetta‘) segnò per me una serie di primati importanti nella mia carriera di musicista e nella mia esistenza:

  1. Prima etichetta interessata ed entusiasta delle mie canzoni, del nostro progetto artistico.
  2. Primo anticipo mai visto sulle spese di registrazione da parte dell’etichetta (record ad oggi imbattuto). – Certo erano bei tempi quelli che ci sembravano già brutti.
  3. Primo album su etichetta (“Lische” non se lo filò nessuno, uscì autoprodotto dalla ditta Parodi-Rossi-Succi, numero di catalogo MM003 – forse sarebbe stato più corretto MM000, ma fui scaramantico). Prospettive di lunga durata, dal momento che la sintonia era perfetta e ai Party Wallace stavo bene – nonostante la mia faccia che più meno era già questa, ma peggio.

Lunga storia in breve.

La storia poi andò avanti, quello era solo l’inizio. Nel 2004-2005 vennero i Bachi Da Pietra e il nostro sodalizio targato Wallace proseguì fino al 2010, non che si sia mai moralmente o sentimentalmente interrotto. Anzi: un bel giorno dissi a Mirko Spino, sai ho fatto un album di cover di Paolo Conte che si intitola “Lampi Per Macachi” (…e tutti sanno che a Spino non piace né Conte né il macaco). Era il 2014, lo ascoltò, lo pubblicò.

Per farla breve: se Mirko Spino chiama, io ci sono.
Elementare. Ci vediamo stasera, sopra o sotto il palco.

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P.S. Pensavo di fare Madrigali Magri in acustico, ma ho cambiato idea: farò con la stessa chitarra che usai per quei tre album, una Strato del ’77 (preistoria). Usai anche una Heritage elettroacustica che non ho più… (Forse queste cose dovrei scriverle su madrigalimagri.wordpress.com – ma tanto voi siete smart).

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P.P.S. Usai anche questo ampli Fender Super Reverb, coni originali Fender, che al momento è in vendita: a buon intenditor ecc… Se ti interessa è un affare unico, contattami in qualche modo (Facebook, Instagram, ecc).

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