Sipario.

Stazioni di sosta col solo scopo dell’andata, alberghi. Quando sei in tour una stanza vale l’altra, si somigliano tutte e appena ti ci adatti è ora di andare. Piccoli idilli troncati da un telefono. Oggetti ricorrenti, luoghi comuni, posti di passaggio, preziosi per l’amore o per il bagno. Piccole metafore dell’esistenza o almeno della mia. Ma per tutti c’è un momento, dopo la doccia, tra la porta del bagno e il bordo del letto, in cui siamo grandi artisti e gente di spettacolo. E poi sipario.

Che chiuderne uno è come aprirne un altro.

Ma basta parlare io, mi sono rotto. Signore e signori, ecco a voi Ivan Antonio Rossi (Sound Producer).

IVAN ANTONIO ROSSI, “CON GHIACCIO”: note del produttore sulle tracce.

La mia collaborazione con Giovanni Succi in qualità di autore è ormai decennale, da Tarlo Terzo e Quarzo dei Bachi Da Pietra, al mio progetto personale Spam & Sound Ensemble… C’è sempre stata un’ottima sintonia e questa volta mi ha lasciato del tutto carta bianca. Ho lavorato sul disco partendo dai demo registrati in casa Succi con strumenti acustici (basso, chitarra o pianoforte) e sola voce; a parte alcuni pezzi, le parti di Giovanni nei demo sono finite sul disco esattamente così come erano, risuonandole in studio.

Attorno alle versioni demo ho costruito i miei arrangiamenti, cercando di potenziare il sound dei brani senza snaturarne l’ispirazione dell’autore, partendo da scambi di suggestioni, conversazioni telefoniche, spunti vocali, “happy accidents” (il metronomo di Bukowski, ad esempio), appunti audio ecc.

1. Artista di Nicchia. 

Volevo rimanesse esattamente come sul demo, piano e voce, era perfetto: è bastato registrarlo in studio.

2. Remo.

Come in tutti i pezzi, l’arrangiamento era, in qualche già nel demo. L’idea era quella di unire Lou Reed al Battiato di Juni Russo, per calare il brano nell’atmosfera del periodo (balneare, primi anni Ottanta) senza stravolgerlo. Quindi suoni crudissimi di 707, arrangiamento minimale, String Machine.

3. Bukowski.

Il metronomo, che poi è la percussione principale, è il motore del pezzo. L’ho preso e looppato dall’inizio del demo, mi piaceva l’ambiente della stanza, i rumori dell’ambiente che si ripetono. Per il resto è una Trap fatta a mano, con basso Moog, 808 imperfetta, in presa diretta, con tanto di bip a 1KHz sulla parolaccia (vecchio stile). E per non farci mancare niente c’è uno spensierato momento electro-samba sui ritornelli.

4. Sipario.

A mio gusto è il “pezzone” del disco. Anche qui l’atmosfera era già nel demo, soprattutto le percussioni che Succi produce direttamente sulla cassa del basso acustico, quelle sono il motore. Ho voluto assecondare anche qui un latente Lou Reed, rendendolo electro e sognante.

5. Il Giro.

Il demo in sala prove aveva già tutto, qui l’arrangiamento c’era già, io ho solo provato a creare un crescendo che durasse 8 minuti, mantenendo il contrasto acustico/elettronico.  Anche qui il motore del pezzo è un loop, e anche qui è preso dal demo: un loop di chitarra elettrica non distorta, dal sapore Velvet Underground. Per volontà dell’autore il brano intero è riproducibile in loop.

6. Tutto Subito. 

Dato il testo, ho scelto di usare loop e samples da My Generation degli Who, e di adattarli all’armonia del demo, aggiungendo al sound un po’ di My Sharona e un Basso Moog. Il mio debole per Bowie ha fatto il resto!

7. Satana.

Una specie di western soundtrack con sotto suoni di synth che vengono da un circuito che elaborai personalmente in gioventù. Gran finale electro-wave massimalista. Aria torbida e mood ossessivo.

8. Salva il mondo. 

Qui abbiamo lavorato al contrario, Succi ha inserito il testo su una mia base. Il loop principale è il groove dell’intro di un pezzo di Betty Davis, il clarinetto è Epistrophy di Monk, nella versione di Eric Dolphy, i ride sono presi dall’assolo iniziale di una versione di Night in Tunisia di Art Blakey.  Il ritornello ce lo ha suggerito Prince dall’oltretomba. Bel calderone!

9. Arriveremo in pedalò. 

L’idea dell’arrangiamento mi è venuta da uno scambi di impressioni per telefono. Succi immaginava il pezzo come una sorta di responsorio, o un canto da campo di cotone. Stomps & Claps, cori salmodianti (la risposta/ritornello) e sotto un loop orizzontale di chitarra infinito.

10. Elegantissimo. 

Esattamente il demo di Succi chitarra e voce riprodotto in studio, con sotto il suo piano immerso in un riverbero lunghissimo.

11. Con ghiaccio. 

Il nostro pezzo kraut-rock, con tanto di Minimoog Cosmico! Pseudo rap, tutto suonato in presa diretta, a parte voce e synth, in una sola take. E passa la paura.

Uh, a proposito, sì, siamo al lavoro sul nuovo album. Proprio adesso. Stai scommesso 😉

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