Inter(v)ista.

“Scendi al sud!!”. Scendo al sud.
“Eh ma stasera ci sta la partita”.

Ottimo, chi gioca? No perché devo farmi una cultura a partire da zero e sono completamente digiuno. Sai quelle cazzate che si fanno, come per scommessa, o per voto, devozione, promessa, un po’ brilli… Udite udite. Ho promesso a Mattia Coletti di diventare interista.

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HANDANOVIC

Come farsi vegetariano, o vengano, o musulmano, o buddista: io mi farò interista. Ormai ho deciso. Certo dovrò studiare molto, sono indietro di brutto. Ad oggi non ho mai cagato il calcio. Quindi se sparerò qualche cazzata clamorosa, concedetemi almeno l’indulgenza del neofita. Tipo Totti portiere del Milan? Ok, ok, fin qui ci arrivo… Dai.

SKRINIAR

Prima di tutto la formazione. Nomi che per me non hanno un volto; puro suono (…proprio come una religione). Voi pensate sia concreto il calcio: ma quanto astrattismo, animismo, idealismo e altra fuffa che finisce in -ismo c’è nel calcio, non ve lo sognate nemmeno.

MIRANDA

Dovrò maturare una fede nelle potenzialità della squadra, capire esattamente come funziona il campionato, a quanti punti stiamo, che possibilità abbiamo… Insomma avrò un sacco da studiare. Ma voglio farcela.

D’AMBROSIO

Certo non è che posso andare in giro a blaterare di anima (non me lo perdonerei mai, c’è un limite a tutto). Dovrò maturare uno straccio di prospettiva storica… Quando nasce la squadra, da dove viene… Prima non c’era, poi c’è: da quando. Questo non mi preoccupa più di tanto, basterà memorizzare un paio di date in relazione alla storia o a qualche sfigato scrittore dei miei.

NAGATOMO

Detto fatto: Wikipedia. Che tempi meravigliosi raga: la prima cazzata che cerchi ce l’hai già in tasca. Ecco i dati. 9 marzo 1908, una bazzecola. Stesso anno del Manifesto Futurista di quel trombone del Marinetti; l’anno dopo La via del rifugio di Gozzano, quando lascia l’università di Torino… Boom! È fatta. Chi se lo scorda più. Le basi le so.

 

Il Football Club Internazionale Milano S.p.A., meglio conosciuto come Internazionale o più semplicemente come Inter, è una societàcalcistica per azioni italiana con sede a Milano. Fu fondata il 9 marzo 1908 da un gruppo di soci dissidenti del Milan e, insieme a quest’ultimo, rappresenta il capoluogo lombardo nel calcio professionistico.

GAGLIARDINI

E così la prossima volta che qualcuno mi farà la domanda di Gianluca Polverari per l’intervista su Rockerilla dello scorso ottobre (“A proposito dell’Alessandria calcio e di quello scatto. È una foto artistica o sei veramente tifoso di questo glorioso team?”), risponderò diversamente. Se vi va, l’intervista la trovate poi riportata qui di seguito, in versione integrale.

VECINO

Sarò interista per amore. Cambierò amici, prometto. Sarò migliore. Sì, cazzo. Qualcosa che non doveva rompersi si è rotto. Ma da mago quale sono (ciarlatano illusionista), l’ho presa al volo e con un balzo di 4 secondi indietro nel tempo, in rovesciata, in corner… Assist! Posso farcela. Non va.

BORJA VALERO

Ma prometto. Il capitano non sarà più fuori a pranzo, un iguana in un angolo, un camaleonte d’ombra, un cetaceo preistorico, un fantasma da spiaggia, un armigero perennemente sbudellato sul campo di battaglia a primavera.

CANDREVA

I miei vaffanculo me li dirò tutti allo specchio. E dire che per ricordamelo ci avevo  pure scritto un pezzo, anzi forse più di due (Fessura, Non è vero quel che dicono…); ma niente, poi me ne dimentico. Che inchiostro simpatico, che simpatico inchiostro del cazzo uso io.

PERSIC

La mia razza triste. La mia indole paranoide prevale a tratti, ma tu ricordamelo, inchiostro magico, suono, parola, aria scritta in nessun dove, sì: sono io lo stronzo. Il coglione. Non è un complotto a mio danno il resto del mondo. Rileggi queste parole la prossima volta che ti serviranno. Grandissima. Testa. Di. Cazzo.

ICARDI

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1 – Queste canzoni sono state scritte di recente o sono una raccolta che hai composto nel corso del tempo?

Un mix. Alcune durante il tour di Necroide dei Bachi Da Pietra; altre da tempo, ma non mi sembravano adatte ai Bachi; altre sulla scia dell’entusiasmo all’idea di fare un album di inediti a mio nome, slegato dall’epopea degli insetti.

2 – Nei tuoi dischi anche come Bachi Da Pietra e Madrigali Magri ti sei spesso raccontato mettendo a nudo il tuo pensiero e le tue emozioni. In quei lavori il linguaggio è più figurato e talvolta più ermetico, in questo disco invece anche i testi hanno un flusso maggiormente comunicativo e fruibile. Con che idea hai lavorato su di essi?

Francesco Totti, portiere del Milan. Perdonami, ma tutta la mia scrittura è così fitta di azioni, personaggi, oggetti, animali, dettagli crudi, realismo, che se dici ermetico fai confusione. In Artista di nicchia mi prendo gioco proprio di questo cliché: “…Astrusi spasmoplasmi elicoidali come dire ma magari”. Io non tendo all’ineffabile o all’assoluto, non nascondo quel che cerco e non credo all’anima. Ci metto il presente nelle mie canzoni, non l’Iperuranio.

Quindi se parli di ermetismo porti fuori strada, come se dicessi en passant che Totti ha fatto il portiere nel Milan. Per chi conosce grosso modo il campionato, c’è Dante e c’è Petrarca: io, per me, Dante tutta la vita. Il mio stile – per chi ne volesse mai parlare – si è evoluto nel tempo, certo, ma sempre su una linea anti-lirica di realismo oggettuale allegorico, rispetto alla quale l’ermetismo (comunque tu lo intenda) sta dalla parte opposta. Scusa i tecnicismi. Con che idea ho lavorato: sempre con questa.

3 – L’album presenta più aspetti musicali dove il cantautorato vira sul post punk, sul post rock e anche verso direzioni inattese quasi glam, talvolta. Come hai lavorati sugli arrangiamenti?

Ho consegnato i pezzi chitarra e voce a Ivan A. Rossi, il grosso del lavoro lo ha fatto lui, gli ho dato carta bianca, piena fiducia. Non volevo un altro album chitarra-centrico, i Bachi Da Pietra in quel senso mi bastano e avanzano. Ci siamo divertiti molto, senza travisare e rimanendo comunque a fuoco sui significati che avevo in mente per ogni singolo brano.

4 – Con le storie che racconti quale immagine di Giovanni Succi hai cercato di far emergere?

Sono quindi suono. In mio ostaggio. Se voglio rivedermi vivo pago il riscatto. Se non ti vado liscio prova con ghiaccio. Non ho creduto a niente se non al palco. E al tasto stop.

5 – C’è anche lo sport in questo album. Si parla de Il Giro d’Italia e dell’attesa che esso passi in un piccolo centro di provincia. Ma non solo perché in alcune foto promozionali ti presenti dentro una ciclofficina con la divisa calcistica dell’Alessandria calcio.

Infatti, c’è un sacco di sport, incredibilmente. C’è il ciclismo e anche il nuoto (uniche discipline in cui non faccia la figura dell’impedito), molto presenti alle mie origini in “Remo”, con la scuola nuoto e i ciclisti che ritornano nelle alle biglie sulla spiaggia. In effetti ho nuotato e pedalato tanto in gioventù, e qui si pedala ancora, ma in acqua, con Arriveremo in pedalò. Poi c’è il calcio in Satana, dove ad un certo punto il “Presidente” (uno brillante, Lui o l’Anti-Lui, non si sa bene) spara grandi verità da bar: “…ci sarà un secondo tempo e se non va neanche quello / poi si andrà ai supplementari / e allora lì son cazzi amari che a quel punto si è anche stanchi / una cappella e coi rigori non ci sono santi / una cappella e coi rigori / lascia i pensierini ai cantautori buoni: / una cappella e coi rigori sei fuori”. Non spoilerizzo il finale del duello dal dischetto.

6 – A proposito dell’Alessandria calcio e di quello scatto. È una foto artistica o sei veramente tifoso di questo glorioso team?

Ahimè, vale quel he confesso apertamente ne Il Giro: “…non ne so niente”, tanto meno di calcio e la mia vita sociale infatti ne risente. (Vedi anche Tito Balestra dei Bachi Da Pietra). In quelle foto di Giulia Gatti volevo rimandi visivi al testo del pezzo, ambientato ad Alessandria. Ma per i Grigi nutro in astratto un certo affetto: è la squadra della città dove io nasco, mio padre muore, mio figlio nasce ecc.; la città fantasma dove in passato ho fatto teatro, dove abitato un periodo; un posto così anonimo con la squadra in grigio: solo a dirlo è già letteratura, esiste davvero? Perciò la indosso fiero; la maglia è il regalo di un caro amico molto tifoso, e qualche volta ci andrei in curva la domenica; ma il jack della chitarra non ci arriva.

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7 – La provincia che ruolo ha in questo lavoro?

Enorme. L’Italia è tutta provincia. Il nostro campanile è quello giusto, quello accanto ha già qualcosa di sbagliato: è la quintessenza dell’italianità. C’è una guerra aperta di noi contro noi stessi che produce paradossi clamorosi. Nei paradossi trovo spesso pane per i miei denti.

8– In questo progetto sembra emergere anche un aspetto non solo umbratile ma alla fine anche giocoso o comunque ironico anche nei confronti di certi cliché che ruotano intorno alla figura dell’artista serio. Questo lo si suppone vedendo anche il finale del clip di Con Giaccio dove ti lanci in un balletto su palco. Questa idea è corretta?

Molto corretta, grazie. Con ghiaccio è un rap freddo, teutonico (su base orientata al kraut-rock); una volta rotto il ghiaccio, segue balletto ibernato. Perché no. Mai stato artista serio, sempre stato artista libero.

9 – Con chi suonerai dal vivo questo disco?

Con due avanzi di galera pescati a Genova, che pullula di vita ultimamente: Tristan Martinelli, del giro Greenfog, al basso e tastiere e Giovanni Stimamiglio, già CRTVTR (Cartavetro), alla batteria e tastiere: molto versatili, suonano per quattro. Hanno speso gli ultimi mesi della loro vita segregati dal sole ligure in una gattabuia, sudando sugli spartiti dei pezzi. Come sempre punto tutto sul live.

Giovanni Stimamiglio
Giovanni Stimamiglio
Tristan Martinelli
Tristan Martinelli

10 – Oltre ai Bachi Da Pietra spesso ti si trova coinvolto in tanti altri progetti. Cosa prevede il tuo futuro sia con la tua band principale che in altre situazioni?

Il progetto Succi – come Bachi Da Pietra – non è un diversivo stagionale, sbaglia chi lo presume. Nel mio futuro quindi vedo (o vedrei volentieri) un bel tour Con Ghiaccio fino all’estate prossima, per portare il mio amaro ovunque ci sia sete. Questo grazie ai ragazzi di Modernista Booking, i primi ad averci creduto. Poi registrerei volentieri con Bruno Dorella nuova roba Bachi (pronta) e avrei già anche nuova roba Succi, ma con calma. Registrare costa. Nel frattempo uscirà Il Cartografo in dvd, (già uscito; ndr) un progetto narrativo-musicale-animato di Uochi Toki e Megabaita al quale presto la voce (vedi sul web). Sempre sul versante readings, a novembre e marzo prossimi sarò di nuovo in tour in Olanda e Germania con uno spettacolo di danza di Gia Van Den Hakker, che vede al suo interno parte del mio lavoro sulle Rime Petrose di Dante. Invito a seguire tutte queste mie peripezie sul web, tra blog e social ce n’è.

11 – Cosa significa per te aver finalmente realizzato il tuo primo disco solista con tue canzoni e non riletture di altri?

Ehi aspetta, anche Madrigali Magri e Bachi Da Pietra sono mie canzoni, l’ho già detto? Comunque significa molto. Un ritorno al punto di partenza; e una ripartenza, come ogni ritorno.

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Prossime date, dicembre 2017:

08/12 SAVONARaindogos

14/12 GROSSETO (in acustico) @ Locanda Ricasoli

15/12 RECANATIDong

16/12 TERNIMishima

17/12 MODENA (in solo) @ Juta

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