Vivere è rotolare.

Il fatto è che rotolando si perdono un sacco di pezzi, lo so: roba da sassi. L’essere è peso, il suo destino è cadere – disse Mikey Mouse sorseggiando la gazzosa. Manco da molto. Non dirò tutto.

Nuovo album SUCCI?

Guardo la data dell’ultimo post e mi viene male. Per carità, sono certo che abbiamo avuto tutti da fare… E anch’io nel frattempo ne ho fatte un paio. Di passaggio per Milano e Genova ho registrato un nuovo album che uscirà a mio nome nel 2017, senza ulteriori pseudonimi (…anche perché basta, credo di averli esauriti). Banalmente sarà il terzo, dopo “Il Conte di Kevenhuller” e “Lampi Per Macachi”. Questa volta però sarà tutta vinaccia mia, arrangiata e prodotta da Ivan Antonio Rossi (già Bachi Da Pietra 2008-2010; Spam & Sound Ensamble 2012 e molto, moltissimo altro..).

Se siete fan dei Bachi Da Pietra (o se NON lo siete, a maggior ragione) vi avverto, sarà un’altra cosa: si dà un’etichetta diversa ad un vino diverso, per quanto il vitigno (Succi) sia sempre lo stesso… Ovviamente vi invito all’assaggio. Ne parlo più diffusamente in questa lunga intervista di Andrea Dellapiana su PNMTU. Altri dettagli appena ne avrò.

NECROIDE addio.

A distanza di più di un anno dall’uscita del 666-esimo album dei Bachi Da Pietra sono felice dell’esperimento “Necroide”: volevo fare un disco Metal da quando avevo 14 anni, l’ho fatto a 47. Ci ho pure messo la Black Music in mezzo (gran bastardo) e cosa vuoi di più da mix strambo dei miei gusti? I più attenti di voi avranno notato il piccolo dettaglio che anche questo passo (potenzialmente mortale) lo si è fatto con i Bachi Da Pietra, (e cioè in compagnia del prode e infaticabile Bruno Dorella), e cioè un gruppo di due ceffi che percuotono non più di due tamburi e sei corde. Quando questo aspetto sfugge, alcuni realizzano dal vivo che siamo in due a fare ‘sta roba.
– Oh cazzo, …e il resto della band?

– Tutti al bingo.

In confidenza. Legno, pelli, metallo, corde, corrente… Stiamo sempre ancora tornando nella terra, per chi non se ne fosse accorto.
Ci si becca al prossimo varco.

Fuori contesto.

Avrei potuto fare il croupier, da quanto mi piace mischiare le carte. Sta diventando seriale il mio seminare fuori contesto: banani ai poli, vigneti agli equatori, ortiche nei giardini e baobab bonsai negli orti comunali. Devo ammettere, guardando i numeri di chi i compiti li svolge tutti per benino, senza sorprese, i miei pasticci piacciono a pochi. La gente preferisce giustamente trovare ogni cosa al suo posto, nel grande e variegato supermercato del mondo. Scaffali, etichette, ordine, senno… E quando faccio la spesa questa cosa piace anche a me.

Dovrei mettere la testa a posto, ma lo dico da così tanto tempo, che mi sa che il posto della mia testa ormai è fuori. Ecco un altro chiaro indizio.

VOLUMORAMA. La valigia dello spettacolo del naufragio.

Mesi fa un’etichetta ci chiede di condividere un progetto con un gruppo di amici e propongo che potremmo scambiarci i cantanti, ciascuno col proprio testo. Ecco il senso dello Split tra Bachi Da Pietra / Shipwrek Bag Show (Xabier Iriondo e Roberto Bertacchini) per la Bloody Sound Fucktory. Se Split vuol dire dividere, noi ci siamo divisi; se vuol dire con-dividere, abbiamo condiviso.

Ecco il mio testo, più sotto il link dei pezzi scambiati. La seria si chiama VOLUMORAMA, collezionartela, sarà una rarità: www.bloodysoundfucktory.com

 ROCCIA (g.succi)

Roccia che mi spacca
ossa che non ho

questo chiodo in bocca
lo chiamo Rock’n’roll

stonato
stordito
squattrinato
abbruttito
invecchiato
ingrigito
sei un fottuto fallito
è ancora lunga? io non lo so
io so solo il Rock’n’roll
monta smonta
una gioia mai
di figa neanche l’ombra
se non ci sei, credimi, non lo fai
e se ci stai è perché ci sei
e io ci sono
e perciò lo rifarei
è ancora lunga? …non lo so
s’è ancora lunga… io so solo il Rock’n’roll
I’m a rocker baby I’m a rocker
I’m a rocker baby I’m a rocker

Nota al testo dell’autore scritta da esso.

“Il mio testo per il pezzo degli Shipwrek Bag Show parla di un naufragio: il mio. Mi guardo allo specchio alla soglia dei cinquanta: sconto una condanna che – sia chiaro – mi scelgo ogni volta. Abbindolato in gioventù – come chiunque – da un grande mito anni Sessanta, Settanta, Ottanta, Novanta… (La vita o il rock’n’roll per me sono la stessa donna). Ora c’è questo magnifico e scintillante niente, tutto mio. Tornassi indietro, lo rifarei uguale. Vivere è rotolare.
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