1983.

Anno cruciale. Arpanet diventa Internet, ma lo sapremo quindici anni dopo. Apple fa un personal di soli 21Kg per soli diecimila dollari. Pontefice un Santo, anche questo lo sapremo poi. Nonostante gli scudi spaziali americani in Italia la gente sparisce rapita dai marziani intorno al Vaticano (e questo non lo sapremo mai); Mafia & Co. governano ma 856 arresti tra uomini politici e affiliati fan cantare vittoria nei temini delle scuole. Si parla di “grave crisi” però usando i congiuntivi.  Armamenti, guerra fredda, conflitto nucleare… Che sia l’Armageddon? No, occorrerà attendere.

Ho quattordici anni ormai.

Ma per il me di allora c’è di peggio: la musica anni Ottanta. Il male assoluto. Sono circondato. Ho quattordici anni e la combatto col metallo pesante. Un genere carbonaro, scacciafiga (sacrificio massimo) e non ancora sdoganato da nessuno.

Ma soprattutto, nel 1983 incombe sulla scena del mondo una nuova terribile arma: la mia prima chitarra. Le mie radici nei fatti, non solo nelle intenzioni, sono tutte in quell’anno lì. Ecco i fatti, li ho raccontati a Barbara Santi del mensile RUMORE in edicola questo mese, che mi ha chiesto una playlist di dieci brani rappresentativa delle mie radici. Eccola qui, con possibilità di ascolto in un clic. Bei tempi.

"RADICI" Intervista di Barbara Santi a Giovanni Succi
Playlist su Rumore, Febbraio2015

Troops Of Tomorrow – Exploited, Troops Of Tomorrow 1983

Nel mio immaginario da pre-adolescente il punk e i Kiss andavano a braccetto, non chiedetemi come. Gite scolastiche fin dalle elementari con i Ramones in cuffia a palla. Ma nell’83 proprio loro con Pleasant Dreams mi rivelano che le derive surf non fanno per me. Se punk ha da essere, sia becero e lurido almeno. Ho quattordici anni ormai.

 

Zero the hero – Black Sabbath, Born Again 1983

Dopo tanta gloria, la vecchia guardia nell’83 è un po’ moscia: AC/DC Flick of the Switch, IRON Piece of mind, SAXON in playback a Sanremo (!), MOTORHEAD Another perfect day (sempre assi nel mazzo). Della vecchia qui metto i SABBATH perché li vidi quell’anno a Ginevra. Gillan spostati, sono qui per Iommy.

 

Hit The Lights – Metallica, Kill’em all 1983

1983. Carne fresca: gruppetto all’esordio, di poco più “anziani” di me, specchio perfetto del mio presente di allora. Il disco me lo porta Valerio Rossi (futuro Madrigali Magri, unico amico metallico nel raggio di 30Km) una mattina a scuola sopra un cavallo d’acciaio tra lingue di fuoco. Per chi non lo sapesse noi due siamo gli Evil Virus. Tremate.

 

Die by the sword Slayer, Show No Mercy 1983

1983. Altro esordio memorabile, come Mercyfull Fate o Exciter, dei canadesi con un suono da fonderia indicibile; apre i loro concerti un altro gruppo di squinternati senza futuro: Voivod. I Led Zeppelin son roba da nonni e i ventenni della cumpa mi chiedono come faccio ad ascoltare …trattori. Godo.

 

Black metal – Venom, Black Metal 1982

1983 è l’anno in cui mi arriva sul piatto questa bomba totale, incunabolo di altre mille derive a seguire. Non c’era gruppo che di fronte a loro non temesse di passare per roba da oratorio, Metallica compresi. Pare che James in tour in Inghilterra avesse cominciato a camminare alla Cronos: gambe larghe, mascella fuori. Orgoglio buzzurro.

 

Heavy metal breakdown – Bitch, Be my slave 1983

1983. La prima fu Joan Jett, poi le Girlscool, ma fu con Betsy dei Bitch che che gli ormoni cominciarono a ribollire seriamente per una voce femminile. La prima di una lunga serie di passioni negli anni a venire: da Lady Day a PJ Harvey, da Lou dei Lamb a Beth Gibbons dei Portishead, passando per Björk.

 

Diavolo rosso – Paolo Conte, 1983

1983. Carino il rockettino di Finardi, Bennato o Vasco Rossi, ma quella che buca la mia attenzione è la voce più fuori dal coro: un conterraneo ombroso che con un titolo e un testo così ottiene tutta la mia attenzione. Dunque vivo in provincia di Asti, non a Los Angeles. Prendo nota.

 

Masimba bele – The Unknown Cases, 1983

1983 e pare nuova. Pseudo-Afro trip in salsa kraut. Ho dovuto cercarla sul web 32 anni dopo per sapere di che si trattasse. Se passava questa nei baracconi in piazza – ammorbati dai Duran e dal debutto di Madonna – avevo un mio momento d’ossigeno. Epifania di molte cose che amerò poi.

 

Underground Tom Waits, Swordfishtrombones, 1983

1983, ma lo scoprirò solo dopo l’86 e al primo ascolto mi farà schifo. Mi svolterà la vita portandomi come un salmone sbalordito sempre più a ritroso nel corso blues. Per quasi un decennio il rock diventerà marginale, soppiantato da tutta la roba negra in senso lato che il cieco furore metallico mi aveva fatto mancare.

 

(She’s in a) Bad Mood – Sonic Youth, Confusion is sex, 1983

1983, ma lo scoprirò ancora più tardi, intorno al ’92 quando sull’onda grunge ritroverò il rock’n’roll con Nirvana, Melvins, Kyuss, PJ Harvey, June of 44… I Sonics stanno nel girone dei “troppo avanti” insieme a Hendrix, Valvet Undergroud, Kraftwerk e pochi altri. Signori, il cosiddetto post-rock quando nascerebbe esattamente?

Prima di darlo per morto, assicuratevi di essere vivi.

Giovanni Succi

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