Sette giorni.

Pensavo avrei postato questo minuscolo racconto il giorno della tua nascita. Ma quel giorno, insieme a tua madre, ho avuto da fare. Oggi hai sette giorni, copio e incollo con un po’ di ritardo. Sei nato lo scorso 23 maggio. Nel 2014, di venerdì.

Alessandria, 15 ottobre 2013.
Sei un fulcro tondeggiante di due centimetri circa, sospeso in un alone conico sul monitor del ginecologo. È la settima settimana e la tua miniatura palpita già. Un aggregato cellulare che, sette giorni fa, non si vedeva nemmeno, indistinto nel grigiore del nero, confuso tra le pareti interne di tua madre, mappe nebulose di pixel. Lei aguzzava lo sguardo nella propria ecografia cercandoti dentro di sé. Per speculum et in aenigmate. È ancora presto, vedrai.
E oggi ti vede. Intravediamo qualcosa di te là in fondo, nel buio eterno del ventre del mondo, dove stai esistendo e – minuscolo – cominci a pulsare.

 

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