Nastri ritrovati, domani esce il disco.

Note scritte a caldo, ottobre 2012.

Abbiamo appena finito i lavori del prossimo album con Giulio Ragno Favero. Abbiamo fatto tutto su nastro. Il risultato sembra interessante.

Nonostante gli scontri duri su alcuni punti, lui e Bruno sono venuti alle mani e dividerli non è stato facile, devo dire che la musica spacca. Quel tale che suonava al mio posto ne sa di chitarra, e anche le soluzioni random di Favero (“…tutti i pomelli su, tutti i pomelli giù, un po’ su un po’ giù”) alla fine hanno dati risultati inattesi.

Il clima era insostenibile e il disco risente delle tensioni di quei giorni trascorsi alla Sauna Studio. C’erano 47°C fissi e non c’è stato verso di convincere Andrea Cajelli di sospendere almeno il vapore. Abbiamo provato tutti a spiegarglielo, ma non faceva nessuna distinzione col bagno turco. Non si vedeva niente, ma più che altro, grondando di continuo, le scosse di corrente non erano il massimo. Quindi eravamo tutti un po’ tesi.

In quei frangenti Giulio si è rivelato un professionista straordinario: non avevo mai visto nessuno litigare con la fidanzata a quelle temperature. Ad un certo punto c’era Arrington De Dionyso che credo abbia suonando il flauto di Pan. Col piede caprino ha inciso pesantemente il parquet dello studio, proprio in mezzo al passaggio. Giulio pagherà le spese anche di quello, il che forse deve averlo irritato. Giulio, come Bruno, è facile all’ira.

Ho un ricordo opaco di quei giorni. Durante le registrazioni sono uscito un po’ di testa, sentendo le voci. C’era come lo spirito di un sosia di Elvis che si credeva Lemmy, che mi diceva esattamente dove colpire. Ho poi riascoltato a freddo. A me piace, ma ora anche Sinatra mi si nega al telefono.

Comunque, alla fine avremo superato anche questa faccenda e partiremo finalmente per il tour nel 2013. Fiumi di barbera e di MILF allevieranno le tensioni. Se riusciamo a ritrovare i nastri, uscirà anche il disco a gennaio per La Tempesta e in vinile per WoodWorm. Meno male che la scena è ampia, dopo aver prosciugato per anni la Wallace… Il gruppo sarebbe sciolto da tempo se non fosse per tutti i soldi che ci pagano le etichette per dare una parvenza reale a questa farsa.

Il rock’n’roll pesa. Ma il rock’n’roll paga.

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