60 – IL NOME

Verso la dissolvenza del verso.

Il Conte di Kevenhüller

Eccolo, preso di petto: come davanti allo specchio. Il nome. Che cosa resta, prima o dopo il nome (è lo stesso) di noi? Nei nostri ricordi di individui singoli e irripetibili restano migliaia e migliaia di frammenti vaghi; centinaia di ore nitide; qualche decina di giorni netti, i nostri più memorabili eventi. Il prato apparentemente sempre verde del presente, a tratti affollato di gente.

Nel ricordo dei conoscenti saremo una nube vaga di gesti e di voce, di sguardi, movenze; magari di cose dette al volo in un bar, chissà quando. Dove.

Nel ricordo dei figli saremo una costellazione di atti con una voce da sentire mai più e forse decine di episodi, di segno diverso, vissuti in condivisione, irradianti sentimenti pungenti. Uno sciame di gesti precisi e dettagli del corpo, insignificanti per chiunque al mondo non sia nostro figlio.

Se mai avremo nipoti, saremo racconti sbiaditi per lo più di…

View original post 235 altre parole

Annunci

Se vuoi lasciare un commento.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...